Studenti

Con interesse le Università/Facoltà ecclesiastiche seguono l’evoluzione della figura e del ruolo dello Studente nella vita accademica. L’attenzione alla soggettualità degli Studenti ha condotto a considerarne in prima istanza l’apprendimento e l’attiva partecipazione nella conduzione della vita accademica (cf. Circ. 3), spinti da una forte motivazione nell’intraprendere questo genere di studi e dalla passione per il compito futuro a cui essi si preparano.

Attestati richiesti

Gli Studenti, siano essi ecclesiastici, religiosi e laici, accedono alle Facoltà forniti da un regolare attestato (cf. SapChr 31-32; SapChrOrd 24)

  • circa gli studi precedentemente compiuti:
    • i diplomi originali comprovanti il possesso del titolo di studio richiesto per l'ammissione all'Università civile della propria nazione, o della regione nella quale la Facoltà si trova o/e se si intende di proseguire con il II o III ciclo, un congruo grado accademico;
    • inoltre, occorre soddisfare agli eventuali titoli e condizioni specifiche richieste dalla Facoltà alla quale ci si iscrive.
  • circa la condotta morale:
    • per gli ecclesiastici ed i seminaristi è rilasciato dall'Ordinario o dal suo delegato;
    • per gli altri è rilasciato dai Superiori o da una persona ecclesiastica.

Altri requisiti

La Facoltà a sua volta determina negli Statuti questi eventuali ulteriori requisiti, necessari per intraprendere il proprio curricolo di studi:

  • eventuale conoscenza delle lingue sia antiche che moderne
  • eventuali prove d’ingresso, per verificare l’attitudine dello Studente al tipo di studi per il quale si candida come pure le motivazioni religiose e intellettuali con le quali egli si accosta a quel tipo di studi da compiere in ambiente ecclesiale da soggetto attivo e corresponsabile
  • veri anni propedeutici, per colmare dei vuoti culturali e di specifiche discipline, che consentono di pervenire ad una soglia minima dalla quale lo Studente interagirà con profitto con l’offerta formativa della Facoltà.


Nel caso particolare degli studi filosofico-teologici sessennali, svolti in un Seminario o in un altro Istituto superiore approvato e debitamente conclusi, la Facoltà preciserà a quali condizioni gli Studenti possano essere ammessi al secondo ciclo, tenendo accuratamente conto degli studi già compiuti e, secondo il caso, prescrivendo anche corsi ed esami speciali (cf. SapChrOrd 54)
Riguardo agli studenti acattolici, essi possono essere ammessi in una Istituzione di studi ecclesiastici solo dietro presentazione scritta di un’Autorità ecclesiastica cattolica, che garantisca la loro correttezza morale e la benevola disposizione verso la Chiesa.

I passaggi di Facoltà


Per promuovere la mobilità degli Studenti assicurando al contempo la continuità e la compiutezza dell’iter formativo è necessario che il passaggio da una Facoltà ad un’altra avvenga soltanto all'inizio dell'anno accademico o del semestre e dopo che sia stata accuratamente esaminata dal Decano la loro posizione accademica e disciplinare; occorre infatti aver soddisfatto a tutto ciò che è necessario al suo conseguimento, secondo gli Statuti della Facoltà, perché si sia ammessi a conseguire quel grado accademico che si richiede (cf. SapChrOrd 26). Fermo restando che lo Studente non può perdere i diritti già acquisiti, la Facoltà d’arrivo deve determinare con chiarezza quale conto si debba fare degli studi compiuti altrove, in rapporto soprattutto alla concessione di dispense per alcune discipline o esami, o anche alla riduzione dello stesso curricolo degli studi, rispettando peraltro le disposizioni della Congregazione per l’Educazione Cattolica (cf. SapChr 45).

Visto d’ingresso


Talvolta gli Studenti hanno bisogno di un visto di ingresso nei Paesi nei quali desiderano svolgere i loro studi, soprattutto dai Paesi extra-europei verso quelli europei. Presso tante Università/Facoltà ecclesiastiche sono invalse pratiche per facilitare questa mobilità attraverso vari tipi di certificazione che accertino la volontà degli Studenti di recarsi presso di esse per compiere gli studi. Occorre, tuttavia, che queste certificazioni siano accuratamente compilate, acquisendo tutte le informazioni necessarie per assicurare le motivazioni del trasferimento, la sua buona riuscita e il proficuo svolgimento degli studi.

Ordini di Studenti


Oltre agli Studenti ordinari, che tendono al conseguimento dei gradi accademici, possono essere ammessi a frequentare i corsi, secondo le norme stabilite negli Statuti, anche Studenti straordinari, come pure ospiti provenienti da altre Facoltà o Università e semplici uditori. Per la totalità dell’impegno richiesto, lo Studente può iscriversi come ordinario ad una sola Facoltà (cf. SapChrOrd 25).

Corresponsabilità degli studenti

Accedendo ad un’Università/Facoltà ecclesiastica, lo Studente entra primieramente in una particolare porzione di Chiesa, cioè una Comunità caratterizzata da relazioni personali impregnate dalla carità e protese ad un preciso compito futuro, nella Chiesa stessa e nella società, per il quale ci si prepara. Vivendo pienamente la vita di questa particolare Comunità, egli insieme a tutte le persone che vi appartengono è corresponsabile per la sua parte e deve sollecitamente contribuire al bene di essa (cf. SapChr 11). La partecipazione attiva e responsabile alla vita e al governo della Facoltà è uno dei diritti-doveri dello Studente, in ordine al conseguimento del bene comune. Egli è sollecitato dall’ambiente stesso a coinvolgersi come protagonista nel processo educativo e formativo e a rendersi disponibile a rappresentare gli Studenti negli organismi universitari come pure a rappresentare l’università presso altre Istituzioni esterne.

I doveri

Come avviene in ogni Comunità umana così in quella ecclesiale, egli si impegna a «osservarne fedelmente le norme circa l’ordinamento generale e la disciplina - in primo luogo circa i programmi degli studi, la frequenza, gli esami - come anche tutte le altre disposizioni concernenti la vita di essa» (SapChr 33). Essendo pure l’amministrazione economica di questa particolare Comunità un aspetto non indifferente della sua sussistenza, lo Studente è chiamato a partecipare alle spese che in essa si sostengono mediante il pagamento di tasse per l'ammissione, per l'iscrizione annuale, per gli esami e per i diplomi (cf. SapChr 59). Sarà compito delle Autorità competenti evitare che il pagamento delle tasse impedisca l’accesso ai gradi accademici a quegli Studenti, che per le doti intellettuali, di cui sono forniti, diano speranza di riuscire un giorno molto utili alla Chiesa e alla società. A questo scopo la tradizione vigente conosce molteplici forme già istituite (borse di studio, pensioni, stipendi, ecc.) attraverso cui tanti Studenti sono aiutati con particolari sussidi economici a intraprendere gli studi desiderati (cf. SapChrOrd 44).

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