Offerta formativa

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Al centro dell’architettura generale degli studi universitari si trova l’Offerta Formativa nella quale ogni curriculum di studio viene articolato in maniera coerente e organica.

Legislazione

Secondo le indicazioni normative contenute nei documenti ecclesiali l’Offerta Formativa non emerge come categoria concettuale e terminologica così come è utilizzata comunemente nelle riforme dei Sistemi Universitari attuali. Essa corrisponde pressappoco a ciò che viene indicato come Ordinamento degli Studi. Tale ordinamento è regolato secondo i principi e le norme che, in base alla diversità della materia, sono contenute nei documenti ecclesiastici, soprattutto in quelli del Concilio Vaticano II, tenendo conto dell’evoluzione del sapere e nello stesso tempo di quelle acquisizioni scientifiche sicure che contribuiscono al progresso della scienza (cf SapChr 38, 1).
Come si legge nel testo della Lettera Circolare 1: «nell’attuale situazione evolutiva, occorre che le Facoltà Ecclesiastiche agiscano in armonia con le disposizioni della Cost. Apostolica Sapientia christiana, seguendo gli orientamenti progressivamente assunti da questa Congregazione» (Prot. 1237/2003, 23 febbraio 2004) in attuazione dell’adesione della Santa Sede a varie iniziative di riforma a livello internazionale.
L’Ordinamento degli Studi nelle singole Università/Facoltà è predisposto in modo da consentire il raggiungimento delle finalità generali delle stesse nel rispetto dei contenuti e delle esigenze proprie di ciascuna scienza e del metodo loro proprio (cf SapChr 38, 2).

Articolazione in tre cicli

Il curricolo degli studi accademici è articolato in tre distinti cicli o gradi, adattandoli secondo le esigenze della materia:

  •  il primo ciclo fornisce gli elementi di conoscenza e competenza di base che introducono gli Studenti nell’ambito della ricerca scientifica propria della materia in studio (cf. SapChr 40, a)
  •  il secondo ciclo consente di approfondire quelle discipline specifiche e di acquisire una più avanzata metodologia di ricerca scientifica e di intervento (cf. SapChr 40, b)
  •  il terzo ciclo promuove l’acquisizione di conoscenze e competenze di livello scientifico più elevato «soprattutto mediante un lavoro scritto, che contribuisca effettivamente all’avanzamento della ricerca» (SapChr 40, c), anche per essere in grado di svolgere attività di ricerca e di docenza presso altre Università o Centri di ricerca avanzata.

La triplice struttura dei gradi accademici, presente da sempre nell’ambito degli studi ecclesiastici, e codificata in Sapientia christiana, ben si adatta alla Riforma del Sistema Universitario in atto in tutto mondo.

Strutturazione dell’Offerta formativa

La struttura dell’Offerta Formativa comporta attività che vanno dalle lezioni magistrali, che solitamente hanno l’obbligo della frequenza (cf. SapChr 42), alle esercitazioni scritte e orali, laboratori, seminari, tirocini che promuovono la ricerca individuale e/o di gruppo (cf. SapChr 43; SapChrOrd 30.31).
Parte importante dell’Offerta Formativa sono le prove finali degli esami di grado, oltre agli esami o prove sulle singole discipline, che nell’insieme devono comprovare il livello di maturazione scientifica raggiunto e corrispondente al ciclo rispettivo (cf. SapChrOrd 53), anche in ordine alla prosecuzione degli studi nella Facoltà e all’ammissione ai cicli successivi (cf. SapChr 44).
Sono gli Statuti delle Facoltà ad indicare nei dettagli la modalità e la tipologia degli esami e degli esami di grado da sostenere, anche nel caso di Studenti provenienti da altre Istituzioni accademiche (cf. SapChr 44.45).
Le Università/Facoltà ecclesiastiche sono sollecitate dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, per assicurare da una parte l’unità degli studi e dall’altra la comparabilità delle qualifiche e dei titoli, «a formulare i propri curricoli, esplicitando il lavoro effettivo degli Studenti attraverso la forma dei crediti (ECTS), e a definire - con precisione e realismo - i “risultati di apprendimento” (learning outcomes), ai quali un curricolo di studio, una materia intera o anche un solo corso, intendano preparare all’interno di un dato ciclo accademico» (Circ. 6).

Formazione integrale e interdisciplinarietà

L’organizzazione degli studi si fonda sull’interazione tra le discipline, specie tra quelle dei diversi settori che sono più direttamente connessi con le finalità dell’Università/Facoltà stessa.
Le singole attività formative sono articolate nei diversi curricoli di studio in modo da formare un tutto organico, al fine di facilitare l’interdisciplinarità e la collaborazione tra Facoltà e tra Docenti delle diverse discipline (cf. SapChr 41, 2).
Lo scopo formativo delle Università/Facoltà ecclesiastiche è promuovere negli studenti una formazione integrale ed organica, che tenga conto non solo delle discipline o dei campi di studio coltivati nell’Istituzione ma si apra a tutti i contributi della scienza anche in quelle che, pur non essendo direttamente connesse con le finalità specifiche della Facoltà, tuttavia concorrono alla comprensione delle realtà umane implicate nella ricerca della verità e della ragion d’essere delle cose.
Per questo le attività formative e l’organizzazione didattica si ispirano al principio della coordinazione e dell’integrazione tra le varie discipline teoretiche, filosofiche e teologiche, storiche, giuridiche, sociologiche e psicologiche, metodologiche e tecnicooperative, comunicative, in modo da assicurare l’unità e l’organicità della formazione accademica, così come viene indicato nelle norme statutarie (cf SapChr 41,1 e SapChrOrd 29, 33). «Lo scambio tra discipline potrà evitare che in molti casi ci si limiti ad offrire solo una buona formazione professionale per i bisogni immediati del mercato del lavoro, sacrificando l’obiettivo di una robusta formazione a livello umano» (Circ. 4).

Libertà di ricerca e di insegnamento

Inoltre, viene garantita la libertà di ricerca e di insegnamento in conformità alle esigenze della ricerca scientifica e del Magistero della Chiesa, perché si possa avere un autentico progresso nella conoscenza e nella comprensione della verità divina (cf. SapChr 39,1).

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